Alitalia: è caos: sempre più lontana l’ipotesi di nazionalizzazione

Alitalia nazionalizzazione

Scintille tra l’ex premier Renzi, Calenda e Poletti. Per Renzi sarebbe un errore escludere la nazionalizzazione di Alitalia. Via al Commissariamento

Nessuna marcia indietro su Alitalia. Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda è categorico: “non ci saranno salvataggi pubblici, escludiamo l’ipotesi di nazionalizzazione”. Il problema, secondo Calenda, è che “sono stati spesi 7,4 miliardi in progetti di salvataggio, non si può mantenere in vita con risorse pubbliche un’azienda in perdita”.

Si va, quindi, verso il Commissariamento dell’azienda. Almeno per 6 mesi poi la vendita o la massimo la liquidazione.

Il Commissariamento dell’azienda 

Il Cda di Alitalia, dopo l’ultima riunione ha deciso di “avviare le procedure previste dalla legge”: in questo caso, la decisione del Cda sarà quella di avviare la procedura per la nomina di un commissario. Previsto per maggio un decreto del governo con la nomina di almeno due o tre commissari.

Del Rio: l’azienda sarà venduta la miglior offerente, come con l’Ilva

Sulla stessa linea anche il ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio che fa’ eco a Calenda: “qualcuno si è convinto che ci sarebbe stato l’ennesimo salvataggio pubblico. Lo dico chiaramente: non ci sarà. Il nostro intervento servirà a evitare il fallimento: l’azienda sarà venduta al miglior offerente come sta accadendo con l’Ilva“.

Con il “no” al referendum esclusa la ricapitalizzazione

Il referendum chiesto dai sindacati ha portato alla bocciatura da parte dei dipendenti del nuovo preaccordo per il salvataggio di Alitalia. Circa il 67 percento dei dipendenti Alitalia ha rigettato l’intesa, siglata al Ministero dello Sviluppo Economico, dall’azienda e dai sindacati. Un’intesa che avrebbe garantito un aumento di capitale da 2 miliardi, di cui oltre 900 milioni di nuova finanza, che sarebbero stati utilizzati per rilanciare la compagnia di volo italiana.

Il preaccordo prevede anche un taglio del costo del lavoro di 670 milioni in 5 anni e 980 esuberi per i contratti a tempo indeterminato per il personale di terra rispetto a una iniziale proposta di 1.338. La riduzione deriva dal fatto che 358 addetti alla manutenzione non vengono più esternalizzati. Per i 980 esuberi si fa ricorso alla Cigs per due anni a partire da maggio, e con l’integrazione del Fondo del settore avranno fino all’80 percento della retribuzione. Poi saranno riassorbiti dall’azienda o andranno in Naspi, ex indennità di disoccupazione. Previsti anche incentivi all’esodo. Per il personale navigante sono previsti scatti di azianità triennali anziché annuali. Il primo sarà a partire dal 2020, con un tetto del 25 percento agli aumenti salariali nel caso di promozioni.

“I lavoratori Alitalia non saranno lasciati da soli”

Attrito tra l’ex premier Renzi coni ministri Calenda, Del Rio e Poletti sull’ipotesi di un’esclusione della nazionalizzazione di Alitalia. “Alitalia non può fallire” dice Renzi “la questione non può essere affrontata con questo approccio ideologico: vanno cercate altre strade, pensando a tutte le soluzioni possibili.

Gaia Catalani

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