Ales Jacta est

Pronto l’esposto alla Procura di Roma per la società in house del Mibact

Capitale sociale di 13 milioni 616 mila euro, sottoposta all’indirizzo e al controllo della Direzione Generale Bilancio del Mibact, Ales è ora accusata senza mezzi di termini di costituire lo strumento perfetto per aggirare norme, vincoli e leggi a cui il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dovrebbe invece attenersi.

Ha incorporato Arcus Spa con la legge di stabilità 2016 e provvede (art.3 dello statuto) a tutte le iniziative volte alla gestione, valorizzazione e tutela dei beni culturali con particolari compiti relativi alla promozione, al sostegno finanziario e alle altre attività di investimento connesse ai beni culturali.

Qualche difetto di competenza lo si evince dalla rettifica al bando connesso alla mostra Picasso tra Cubismo e classicisimo, dove Ales ha dovuto correggere i termini del suo stesso bando prolungando la scadenza al 17 luglio per la realizzazione, fornitura e distribuzione delle audioguide.

Ma alla sede del ministero è giunta ora una pesantissima accusa, vergata direttamente dal Segretario Nazionale della Confsal-Unsa, Giuseppe Urbino: “Al Mibact la gestione delle risorse umane passa esclusivamente per meccanismi clientelari  di Ales”. In che modo? “Ales Spa sforna bandi di concorso su misura e utilizza fondi che gli gira il Mibact (nel prossimo triennio Ales incasserà oltre venti milioni di euro).

Per questa strada si sarebbe venuta ad istituzionalizzare una doppia corsia all’interno dello stesso Mibact: gli idonei del Mibact  senza speranze  di crescita; gli uffici del ministero   popolati da personale Ales  il più delle volte utilizzato al posto di personale di ruolo che ne ha titolo.

Al Mibact ci sono Direzioni Generali con organici il cui contingente Ales arriva al 60 percento.

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