Fondo di solidarietà comunale, verso una ripartizione equa

L’obiettivo è distribuire le risorse su criteri di natura perequativa rispetto a quelli della spesa storica

Oggi alla Camera sono state approvate le mozioni che riguardano i criteri di ripartizione del fondo di solidarietà comunale, in un ottica più ampia dell’attuazione del federalismo fiscale.

L’attività di monitoraggio svolta dalla Sose spa (Società tecnica del Ministero dell’economia e delle finanze) evidenzia un forte divario delle prestazioni effettivamente erogate tra le regioni del centro-nord e quelle del sud,divario che si riflette nei livelli di spesa più bassi registrati nel Mezzogiorno. Il rapporto citato, specifica che se si prendono in considerazione i settori dei servizi sociali e degli asili nido, il divario tra nord e sud ammonterebbe a circa 1,4 miliardi di euro. Il rapporto Sose aggiunge inoltre che la spesa sociale giudicata essenziale, cioè relativa a servizi indispensabili in Italia, è di 18,8 miliardi di euro e che tali risorse non sono distribuite in modo omogeneo nelle 15 regioni a statuto ordinario (alle 5 regioni a statuto speciale non si applica la legge delega sul federalismo fiscale) per cui tra i cittadini, soprattutto i più deboli, non c’è uguaglianza.

Il percorso attuativo del federalismo fiscale appare quindi ancora in una fase di transizione e le varie mozioni presentate che hanno come primi firmatari, tra gli altri, Gianni Melilla(Art.1-MDP), Filippo Busin(Lega), Roberto Occhiuto(FI), e Maino Marchi(PD), hanno come obiettivo un serio impegno del governo a far sì che il federalismo fiscale diventi una realtà anche attraverso una definizione dei livelli essenziali di prestazioni richiesti alle singole regioni e il controllo dell’effettiva erogazione dei vari servizi che le regioni devono assicurare al cittadino.

Il disegno federalista promosso nel 2009 aveva il duplice scopo di arrivare ad una razionalizzazione nella gestione delle risorse pubbliche che potesse garantire e migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini e la responsabilizzazione degli enti territoriali e locali anche al fine di aumentare il risparmio pubblico e razionalizzare la spesa pubblica mantenendo al contempo un erogazione ottimale dei servizi ai cittadini.

Giulia Fortunato

SHARE