Migranti, Croce Rossa: adesso ascoltiamo i sindaci

Yves Daccord propone agli Stati internazionali di investire nelle comunità locali preposte all’accoglienza dei migranti. Il contenimento non funziona

Migranti, una soluzione locale per un problema globale? I comuni, i sindaci, le autorità e le comunità municipali chiamate ogni giorno ad affrontare l’emergenza dei migranti “hanno spesso approcci molto pratici e molto efficaci” e andrebbero ascoltati di più dagli Stati e dalle organizzazioni internazionali. Ne è convito Yves Daccord, il Direttore generale del Comitato internazionale della Croce Rossa, a Sochi per un intervento al meeting annuale del Valdai Club.

E’ a livello locale che si gestisce meglio la crisi migratoria

Dobbiamo ascoltare i sindaci. Ho visto abbastanza per credere che proprio a livello locale si trovano i modi migliori per gestire la crisi”, almeno nelle fasi iniziali. L’ho visto ad esempio a Palermo“, ha detto Daccord ad Askanews, a margine del dibattito organizzato a Sochi sull’argomento. Dibattito intitolato “Il mondo dopo l’ultima grande migrazione”, dove esperti internazionali hanno concordato sia sulle dimensioni senza precedenti dell’emergenza, sia sull’assenza di soluzioni concrete nel più vicino orizzonte. Con il serio rischio che una gestione basata sul “contenimento” e l’innalzamento di barriere possa aggravare ulteriormente il quadro, “sino a far scoppiare conflitti“, secondo il Direttore dell’Istituto russo di Demografia Anatoly Vishnevksy, sicuro che “per ora il leone ancora dorme”, ovvero la grande ondata migratoria verso l’Europa degli ultimi due anni è in realtà poca cosa.

Concentriamoci sui bisogni delle persone

Oggi nel mondo ci sono circa un miliardo di migranti, mettendo insieme quelli interni e quelli internazionali, e almeno altri 164 milioni, secondo l‘Onu, stanno per mettersi in movimento. Di questi ultimi, ha sottolineato Daccord, sette milioni sono ancora in Siria, pronti ad andarsene se la situazione non dovesse migliorare a breve. E comunque “la crisi migratoria durerà ancora a lungo, per anni“, ha affermato il capo del Cicr, esortando ad andare oltre i numeri e “a concentrarsi sui bisogni delle persone”. Sulle richieste dei disperati che arrivano in Europa alla ricerca di una possibile nuova vita. Ma anche degli stessi europei catapultati in una improvvisa coabitazione che troppo spesso fa solo paura, anche se nasconde grandi potenzialità, come ha ricordato il professore Raul Delgado Wise, responsabile del presidio Unesco per Migrazioni, Sviluppo e Diritti Umani: da messicano, ha fatto notare che il contributo alla crescita del Pil Usa dal 2007 al 2015 è stato del 40% a fronte di un circa 15% della popolazione bianca.

Dobbiamo ascoltare i municipi, non costruire barriere

Così il direttore del Comitato Internazionale della Croce Rossa pensa che si debba investire nelle comunità locali preposte all’accoglienza, a cominciare dall’istruzione. E crede che a cominciare a sbrogliare l’intricata matassa della crisi migratoria saranno proprio le città, i comuni, i primi cittadini: “presto li vedremo farsi avanti con iniziative e proposte”, presto potrebbe nascere un’assemblea dei municipi proprio in questa ottica. “Dovremmo ascoltarli, davvero. Costruire barriere non aiuta a trovare soluzioni”.

Politx/Askanews

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